Mickey Rourke compie 64 anni




Mickey Rourke, nato il 16 settembre 1952 a Schenectady, nello Stato di New York, compie oggi 64 anni.

È stato un'icona degli anni 80 ma ora appare come il fantasma di se stesso, quasi a incarnare l'effimeratezza del successo e il prezzo che tanto spesso pagano gli attori di Hollywood. 

La vita di Philip André 'Mickey' Rourke jr. è una specie di romanzo: prima l'infanzia a dir poco difficile e la mancanza della figura paterna, poi la vita da strada, la boxe e infine la recitazione. Fino ad arrivare alle liti con i registi (pare fosse impossibile lavorare con lui), all'enorme spreco (in parte recuperato negli ultimi anni) del suo notevole talento recitativo, al ritorno fallimentare alla boxe all'età di 34 anni, alle difficoltà psicologiche e all'emarginazione. E poi, di nuovo, il ritorno.

Sono in molti a considerare Rourke un attore di scarsa qualità, ma va ricordato che Rourke riuscì a entrare all'Actor's Studio di New York alla sua prima audizione (diversamente da attori del calibro di Dustin Hoffman, al quale ne servirono ben cinque) impressionando Lee Strasberg, uno dei maggiori maestri di recitazione di sempre. E va ricordato anche che, insieme a film di dubbio gusto come 9 Settimane e mezzo, Rourke (cattolico credente) è stato anche scelto da Liliana Cavani per impersonare San Francesco d'Assisi, dando prova di uno spessore recitativo non comune.

Quanto al suo ruolo da sex symbol anni 80, Rourke ora lo ricorda con dolore, non solo per aver perso bellezza e fama, ma anche per una sorta di 'vergogna', per come ha trattato, ad esempio, Kim Basinger nello scabroso (all'epoca) 9 Settimane e mezzo: «allora ero più giovane e più stupido» commenta in una lunga intervista con l'esperto di cinema James Lipton, ricordando con sincero rimorso di aver messo gravemente in imbarazzo - nelle scene più intime del film - la collega Kim Basinger, una donna mite, sobria e riservata che, da vera attrice, interpretava un personaggio esattamente opposto a quello che lei è nella realtà. 

La storia di questo attore è nota e per certi versi impressionante, se si considerano film 'premonitori' come Johnny il Bello, in cui Rourke (allora sì, giovane e bello) impersona un ragazzo sbandato dal viso deforme che, dopo una plastica che lo rende bello, appunto, per mancanza di sufficiente forza morale finisce per distruggere ogni propria possibilità di riscatto.

Oggi Rourke è tumefatto e devastato in viso dalle troppe (e, dice lui, «sbagliate») plastiche facciali, ma, anche sul piano interiore, sta pagando il caro prezzo di una vita fatta di troppi eccessi. 

A volte, le vite di certi personaggi pubblici sembrano essere concepite come degli 'esempi': alcuni positivi e da seguire; altri negativi e assolutamente da evitare. La vita di Mickey Rourke appartiene evidentemente agli esempi da non seguire, se non in un aspetto: la capacità, se non di riuscire sempre a correggersi, di capire perlomeno i propri sbagli e di pentirsi




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