Pensieri positivi inviati a distanza sulle persone, funzionano?


(AGS Andrew/iStock)



Nella sezione ‘Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times esplora ricerche e testimonianze legate a fenomeni e teorie che sfidano le nostre conoscenze attuali. Scaviamo nelle idee che stimolano l'immaginazione e aprono a nuove possibilità. Sono argomenti a volte controversi: l'ultima parola rimane al lettore.

Un tempo chi parlava dell’influenza che i nostri pensieri hanno sulla salute veniva ridicolizzato, ma con gli studi sull’effetto placebo l'esistenza di questa connessione è ormai comunemente accettata.
A cavallo del ventesimo secolo, Guglielmo Marconi sviluppò le comunicazioni radio a lunga distanza, e dovette superare molte difficoltà per dimostrare agli altri che funzionassero. Quando diceva che era in grado di trasmettere la sua voce a distanza di chilometri via aria nessuno gli credeva, e quando lo dimostrò, lo accusarono di aver installato dei cavi nascosti.

Questi due esempi di passi avanti nella scienza, inizialmente ridicolizzati, sono stati citati da Jason Yotopoulos per contestualizzare un esperimento che il suo Istituto Meraki sta aiutando a sponsorizzare. L'esperimento mette assieme la comunicazione a distanza e la capacità del pensiero di influenzare la salute: nello studio, infatti, alcuni meditatori esperti si occuperanno di dirigere pensieri positivi verso persone distanti, e gli effetti su queste persone verranno osservati, misurati e studiati.

William Tiller, professore emerito di Standford, si è occupato per decenni della ricerca sull'intenzione, e ora lavora a questo studio con la psicoterapeuta Gabriele Hilberg e con Paul Mills, professore di medicina comportamentale alla facoltà di Medicina dell'Università della California a San Diego.

In questo esperimento, i meditatori inviano pensieri positivi nel corso di 18 mesi verso dei volontari sparsi in tutto il mondo. Metà dei partecipanti, tuttavia, non deve ricevere nessun tipo di pensiero dai meditatori per i primi sei mesi: questo assicura che non sia all'opera l'effetto placebo. Gli effetti attesi - sulla base di esperimenti precedenti sui pensieri - includono dei cambiamenti positivi nel benessere generale tra i partecipanti.

In un invito per raccogliere i partecipanti, Deepak Chopra (noto autore e medico sostenitore di questo studio) ha scritto: «Non è richiesto nessuno sforzo da parte vostra. Sebbene il meccanismo degli effetti di questa energia sottile non sia ancora pienamente compreso, sembra si tratti fondamentalmente di un processo energetico di risonanza non locale che può catalizzare spostamenti a più livelli del vostro essere».

Le energie sottili sono state definite da Tiller come «tutte quelle [energie ndt] oltre a quelle attive attraverso le quattro forze fondamentali della fisica ortodossa di oggi». La Hilberg ha spiegato che le tradizioni orientali hanno a lungo parlato del qi o prana, che può essere considerato energia sottile, e la fisica tilleriana ha portato questi concetti nei tempi moderni, ponendoli in termini moderni.

FISICA TILLERIANA

Gli esperimenti di Tiller hanno dimostrato che il pensiero umano può far sì che le larve dei moscerini della frutta crescano del 30 per cento più velocemente e che il pH di una certa dose d'acqua vari di un punto. Yotopoulos ha sottolineato l'importanza dell'esperimento: «Se cambiamo il livello del pH del sangue nei nostri corpi di un punto moriamo».

Tiller ha teorizzato che nello spazio tra le molecole e gli atomi potrebbe esistere un nuovo tipo di particella chiamato deltrone. Non possiamo vedere i deltroni con i nostri dispositivi di misurazione convenzionali, ma essi verrebbero attivati dal pensiero umano e avrebbero un impatto su cose che possiamo misurare (come i livelli di pH).

COME UNA PREGHIERA

Diversi studi negli ultimi decenni hanno scoperto che pregare per la salute di una persona può avere un effetto concreto. Leanne Roberts, dell'Università dell'Oxford Hertford College, ha condotto una meta-analisi pubblicata nel 2007 dal titolo La preghiera di intercessione per l'alleviamento della cattiva salute, e ha riscontrato risultati significativi: la probabilità che il miglioramento sia dovuto alla preghiera e non al caso supera infatti il 99,99999 per cento.

Hilberg ha descritto il pensiero inviato in questo studio come una «preghiera laica amplificata dalla tecnologia». La tecnologia entra in gioco con l'uso di un cosiddetto «dispositivo che racchiude l'intenzione». Secondo Tiller si può emettere un pensiero umano verso questa macchina, che ha il potere di conservarlo e quindi di ritrasmetterlo ventiquattr'ore su ventiquattro.

DISPOSITIVO CHE RACCHIUDE L'INTENZIONE: ESPERIMENTI PRECEDENTI

Si tratta di un dispositivo elettromeccanico a base cristallina. Spiega Tiller: «È importante notare che il circuito elettrico specifico [...] non è collegato correttamente per operare in modo efficiente nella nostra realtà fisica normale, e nel nostro spazio-tempo. Tuttavia, funziona molto bene per gli scopi dell'energia sottile nei domini della natura al di là dello spazio-tempo».

Tiller aveva usato dei dispositivi simili per scopi più convenzionali nel suo studio dei laser, e ha poi scoperto che il dispositivo, 'caricato' con il pensiero, produceva lo stesso effetto di una persona che dirige il suo pensiero direttamente. Altri dispositivi che aveva provato non avevano mostrato gli stessi risultati. Sebbene Tiller non fosse in grado di spiegare esattamente come funzionasse, i suoi risultati, a suo dire, ne provavano l'efficacia. 

Il dispositivo è stato utilizzato anche da altri per condurre esperimenti sul pensiero: tra di loro il dottor Dean Radin, capo scienziato presso l'Istituto di Scienze Noetiche.
Radin ha condotto un esperimento randomizzato in doppio cieco, studiato per escludere l'effetto placebo, per scoprire «se il cioccolato esposto a pensieri positivi avrebbe migliorato l'umore, più del cioccolato non sottoposto allo stesso trattamento», e i suoi risultati sono stati pubblicati nel 2007 in uno studio dal titolo Effetti del cioccolato potenziato dall'intenzione sull'umore sulla rivista Elsevier. Ha scoperto che il cioccolato esposto ai pensieri positivi emessi dal dispositivo, porta a migliorare l'umore tra i partecipanti in maniera significativamente maggiore rispetto al cioccolato che non è stato sottoposto allo stesso trattamento.

Cynthia Reed e Norm Shealy hanno testato il dispositivo su persone che soffrono di ansia e depressione, e hanno poi pubblicato i risultati sulla rivista Energie Sottili e Medicina Energetica. Hanno riscontrato una significativa riduzione di entrambe le condizioni.

Tiller ha testato il suo dispositivo anche su alcuni bambini autistici, e, secondo quanto afferma nel suo sito web, ha scoperto che le probabilità che il miglioramento delle condizioni dei bambini fosse dovuto al caso invece che al pensiero, erano una contro 10 mila (99,9999 per cento).

Nel 2014, la Hilberg ha contribuito a condurre uno studio pilota senza un gruppo di controllo formale e senza seguire tutti gli standard scientifici di alto livello, ma i dati preliminari hanno indicato dei risultati statisticamente significativi. Per la Hilberg erano importanti soprattutto le numerose testimonianze: «Sono un medico, sono qui per aiutare le persone», ha dichiarato. Qualunque meccanismo ci sia dietro, e indipendentemente da quanto attendibili o meno siano le conclusioni finali dello studio, se partecipare agli esperimenti sul pensiero aiuta le persone ad avere cambiamenti positivi nella loro vita, questa è per lei la cosa importante.

Il suo studio si è concentrato su come aiutare i partecipanti ad aumentare l'auto-compassione, la cui mancanza, secondo la Hilberg, è alla radice di molti problemi che devono affrontare le persone. In una testimonianza, un partecipante racconta: «Non avevo ricevuto l'e-mail che mi avvertiva che lo studio era iniziato, ma la settimana scorsa mi sono svegliato con dei pensieri intensi "nessuno mi critica, nessuno riesce a buttarmi giù". È stata un'illuminazione improvvisa, io non ho spesso pensieri del genere. Ho anche pensato di stare bene anche senza una relazione romantica, non mi sento così bisognoso e disperato».

In un'altra testimonianza, un partecipante afferma: «Riesco a portare a termine le cose, ho ridotto parecchio la mia tendenza a procrastinare. Riesco a essere più organizzato durante le mie giornate [...] prima non ero proprio per niente così».

Lo studio che si sta per tenere, invece, ha circa 200 partecipanti e i ricercatori stanno cercando di reclutarne altri 100 o giù di lì nel corso dei prossimi mesi. Si avvale di un innovativo approccio di crowd-funding, in cui i partecipanti stessi aiutano a finanziare l'esperimento, pagando 33 dollari al mese per i potenziali benefici dei pensieri positivi e per aiutare il progresso della scienza del pensiero.

Lo studio è stato sanzionato da un Institutional Review Board, un tipo di comitato che approva, monitora e recensisce la ricerca biomedica e comportamentale negli Stati Uniti.

 

Articolo in inglese: http://www.theepochtimes.com/n3/2154246-meditators-focus-good-thoughts-on-people-effects-studied/



Vuoi scoprire i misteri dell'Universo?
Segui la nostra pagina Viaggio nei Misteri della Scienza!



Top