Champions League, Barça out. Immensa Juve


19 aprile 2017 (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images



Nella gara di ritorno al Camp Nou, tra Barcellona e Juventus finisce a reti inviolate dopo una gara d'alto tasso tecnico, tattico e fisico. Uno scontro tra titani del calcio: due grandi forze che sul rettangolo verde spagnolo si sono annullate a vicenda, in un pareggio che fa però gioire la Vecchia Signora. I bianconeri passano infatti il turno e volano in semifinale grazie alla netta vittoria per 3 a 0 dell'andata. Nel doppio scontro, incredibile prova di forza degli uomini di Allegri, che eliminano la squadra favorita alla vittoria finale della Champions League.

L'inizio è subito scoppiettante, combattuto e intenso a centrocampo, dove entrambe le squadre cercano di imporre la propria supremazia. La Juventus non ci sta a farsi schiacciare e si porta in avanti come può.

Al 3° minuto il primo brivido arriva da un calcio piazzato bianconero, ma Higuain manca di poco il pallone a tu per tu con Ter Stegen. Risponde subito il Barcellona con Neymar, che riesce a penetrare nell'area bianconera, cercando un contatto che potrebbe portare al rigore ma nulla di fatto.

In questa primissima fase di gioco la Juve mantiene, come richiesto da Allegri, un pressing altissimo, rendendo vano il possesso palla del Barcellona, che prova quindi spesso a scavalcare il centrocampo con lanci alti sulla sinistra a cercare Neymar.

Gradualmente, però, la squadra di Luis Enrique sposta l'equilibrio della gara a suo favore, ma la Juve riesce occasionalmente a ripartire in contropiede alleggerendo la pressione.

Ma dal 15esimo minuto è solo Barcellona, come del resto era prevedibile che fosse, nonostante Allegri avesse chiesto ai suoi alla vigilia di andare in Spagna per vincere. Al 19esimo si presenta una grande occasione sui piedi di Messi che è dentro l'area di rigore bianconera: lo specchio della porta è libero, ma la Pulce tira incredibilmente fuori a botta sicura. Brividi per Buffon.

Subito dopo al 20esimo ci prova anche Neymar, ma il suo tiro manca di molto la porta. I blaugrana attaccano con tutte le forze; al 22esimo altra incursione di Iniesta sulla sinistra, Sergi Roberto raccoglie il cross ma tira anche lui alto.

Il match si fa duro dal punto di vista fisico: il Barcellona ha fretta di segnare e spinge molto, ma la Juventus riesce a difendersi, stroncando sempre all'ultimo in qualche modo le giocate della macchina blaugrana, dell'attacco più forte del mondo. I nervi degli uomini di Luis Enrique si fanno perciò piuttosto tesi, lo stesso ct spagnolo appare nervosissimo, forse perché comincia a rendersi conto dell'effettiva difficoltà nel superare la difesa della Juventus, e di realizzare quindi quanto da lui dichiarato prima della partita, ovvero 3 gol in 3 minuti.

Al 31esimo ci riprova Messi ma trova la pronta risposta di Buffon. Al 37esimo respira un po' la Juve con un contropiede ragionato, che si conclude con una gran palla di Pjanic per El Pipita che però sfiora solamente il pallone davanti al portiere.

Nel finale del primo tempo si scaldano gli animi per un pallone non riconsegnato dal Barcellona alla Juventus, dopo che Dybala aveva buttato fuori per permettere i soccorsi a un suo compagno di squadra. Sull'ondata di nervosismo si fa ammonire Neymar al 43esimo per un brutto fallo di reazione.

Primo tempo molto fisico, ad alta intensità agonistica e senza un attimo di respiro, nel quale la Juve deve superarsi, mettere in gioco tutto il suo potenziale difensivo e dare il meglio di sé per poter fermare e annullare un Barcellona che attacca a testa bassa a pieno regime, una locomotiva lanciata al massimo della velocità che trova davanti a sé però una altrettanto grande Juventus.

SECONDO TEMPO

Al 48esimo occasione per Cuadrado sulla destra, servito da Higuain, che tira però fuori. Le squadre appaiono più lunghe in questa fase iniziale del primo tempo.

Al 51esimo uno-due flash tra Nyemar e Messi ma l'argentino tira alto.
Al 52esimo risponde la Juve con una conclusione di Cuadrado su contropiede. Ter Stegen para e manda in angolo.
Al 55esimo tiro a giro di Messi da fuori aria, la palla esce di poco anche a causa di una deviazione decisiva di Chiellini.

Il Barcellona si riporta in avanti e tenta il tutto per tutto. Al 56esimo una punizione battuta da Messi finisce alta. La Juve appare più schiacciata rispetto all'inizio del primo tempo, ma le conclusioni del Barcellona finiscono sempre fuori dallo specchio della porta.

Al 63esimo l'alto pressing del Barcellona costringe Khedira al giallo; lo juventino era diffidato.

In questa fase di gioco la Juve soffre molto, e al 66esimo Messi tira alto a porta vuota dopo un'azione nata da calcio d'angolo. Al 68esimo altra occasione per Sergi Roberto: palla fuori di poco.

Le squadre sono più stanche e quindi anche più lunghe. Ma continua la spinta disperata del Barca. Al 75esimo, i blaugrana guadagnano un angolo dopo l'altro, e continuano la manovra avvolgente, ma manca sempre la giocata finale. All'80esimo Mascherano manca in spaccata l'impatto con il pallone su un traversone al centro dalla sinistra; Buffon respinge in angolo. Esce al 75esimo il protagonista dell'andata Paulo Dybala, che poco ha potuto fare al Camp Nou, ed entra Barzagli. Allegri a questo punto non vuole rischiare.

A 10 minuti dalla fine la Juve riesce, con qualche contropiede, a respirare, e le speranze del Barcellona si fanno sempre più flebili. All'83esimo esce Cuadrado ed entra Lemina. Si cominciano a sentire i cori dei tifosi bianconeri.

All'85esimo si rende pericoloso l'ultimo entrato Lemina, che guadagna anche un calcio d'angolo. Il Barcellona sembra aver dato oramai tutto quello che poteva dare. La Juve risale e mantiene possesso palla, mentre crescono gli olè dei tifosi Juventini; la Juventus sente la qualificazione in pugno. Esce Higuain all'87esimo ed entra Asamoah.

All'88esimo Alex Sandro rischia un poco respingendo un pallone col braccio, comunque attaccato al corpo, mentre è in torsione in area di rigore.

I minuti di recupero concessi dal direttore di gara sono tre, il Barca vuole almeno il gol della vittoria, ma la difesa juventina è un vero e proprio muro, impossibile da abbattere. Al 92esimo si aspetta solo il fischio finale da entrambe le parti; i tifosi del Barca, accettata l'eliminazione imminente, cominciano a cantare e a sostenere comunque la loro squadra; bellissima la scena al Camp Nou, stracolmo dei colori blaugrana. Luis Enrique assiste alla scena impotente, immobile davanti alla panchina e con lo sguardo volto al futuro lontano da Barcellona, in quello stadio in cui finora aveva sempre vinto.

Arriva finalmente il triplice fischio finale, ed è festa Juventus. I bianconeri confermano la loro migliore difesa, solo 2 gol subiti in tutta la competizione, ed escono da questo doppio scontro con la consapevolezza di poter battere chiunque. È servita infatti una grandissima Juve per annullare i signori del calcio del Barcellona, e spegnere pian piano i loro sogni di remuntada.

Al Barcellona è mancata forse la solita precisione chirurgica di Messi lì davanti, forse un po' troppo nervoso per l'occasione e per questo poco freddo e lucido quando serviva. Neymar, che ha disputato un'ottima gara, anche di sacrificio, esce dal campo in lacrime, consolato dal suo ex compagno di squadra Dani Alves. Da sottolineare dunque la bella immagine di sportività a fine gara, tra due squadre che hanno regalato 180 minuti di grande calcio. Ma ora la Juventus sa che può davvero arrivare lontano.  





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