'Capelli', un viaggio fotografico per scoprire la comunità cinese




'Capelli' è un viaggio fotografico a due temi, esposto in una mostra negli spazi del Sottopasso della Stua, in Largo Europa, a Padova: da una parte immagini in bianco e nero di volti cinesi e dall’altra ritratti a colori di giovani occidentali.

Tradizionalmente il fotografo deve fare una scelta, tra il bianco e nero e i colori: «Ho voluto rompere un po’ gli schemi», afferma però l'autrice, Cristina Collodel. 

Il servizio è stato realizzato lungo i quartieri padovani e all’interno della comunità cinese. Gli scatti in bianco e nero, appesi sulla parete, hanno catturato momenti di vita di famiglie storiche di ristoratori cinesi, i cui figli sono italiani a tutti gli effetti, e ancora sarti, giovani cinesi che lavorano nei centri estetici, fino a quelli che stanno studiando in Italia materie come business marketing e che hanno festeggiato il loro Capodanno nelle piazze cittadine. Nella stessa stanza, vicine ma separate da quelle in bianco e nero, sono raggruppate anche le foto a colori di modelli italiani che si sono fatti tagliare i capelli da parrucchieri cinesi.

Uno stacco che vuol quasi sottolineare una barriera ideale – esistente tra le comunità cinese italiane e la popolazione autoctona– che si è rispecchiata anche nelle difficoltà che l’artista ha incontrato per realizzare il suo progetto: «Le prime persone che ho contattato, ovviamente, erano un po’ restie: vuoi per cultura, vuoi perché non capiscono bene quello che gli dici. Non accettavano volentieri. Tanti mi hanno detto di no, una risposta secca». Poi, tra le diverse scuole padovane contattate da Cristina, quella italo-cinese in Arcella le ha fornito un numero di una ristoratrice dalla mentalità molto aperta e che parla molto bene l’italiano.
«Cosi sono riuscita a iniziare», spiega; ma come prima cosa «devi dare fiducia. Non puoi entrare e fotografare. Devi interagire con loro».

Con questo lavoro, la fotografa padovana ha voluto approfondire la sua conoscenza dei popoli asiatici, spinta dalla passione che le è nata quando ha visitato il Giappone, il Vietnam, la Corea e soprattutto la Cina, dove si è fermata anche per alcuni mesi, per via delle esigenze di lavoro del suo compagno.
In Italia «li vediamo sempre lavorare e non sappiamo mai la loro qual è la loro vita. Io sono molto curiosa sui popoli, per cui volevo capire se hanno del tempo libero e se fanno qualcos’altro oltre al lavoro».

Uno dei soggetti su cui si sofferma la Collodel è quello di una famiglia di sarti, titolari di un negozietto in città, che hanno una figlia che parla benissimo l’italiano e un figlio di 15 anni che vive in Cina con i suoi nonni: «Loro lavorano per guadagnare e poi, magari, creare un futuro per i loro figli. Per questo motivo lavorano cosi tanto».
«Ma le cose cambiano anche per loro, com’era successo anche da noi negli anni 50, con tanti italiani del Veneto che andavano all’estero a lavorare e in questo progetto si può anche notare il cambio delle generazioni come i tanti studenti, ragazze ritratte, che vengono qui dalla Cina per studiare».

La Collodel ha scelto di concentrarsi proprio sui capelli dei soggetti dopo aver scoperto l’importanza che la cura dei capelli ha e ha avuto in tutta la storia cinese, e per il forte significato simbolico che le acconciature hanno per il popolo cinese, essendo state, nella Storia, indicatrici di diversi status civili o sociali, di religioni o professioni.

Cristina Collodel è diplomata in Grafica Pubblicitaria e Fotografia e ama viaggiare e fotografare la vita e le culture del mondo. Ha esposto le sue opere in diverse mostre fotografiche. Nel 2003 la prima personale a Padova sul tema delle 'Panchine' e vinto il Concorso Nazionale Leica Talent 2012 con il progetto 'Pausa Caffè'.

La mostra 'CAPELLI Fotografie di Cristina Collodel' sarà a Padova, presso il Sottopasso della Stua – Largo Europa, fino al 31 maggio 2017.




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