Serie A, Felici: poco probabile un crollo della Juventus nel finale


(Francesco Pecoraro / Getty Images)



La stagione calcistica 2016-17 è ormai in dirittura d'arrivo. Anche se i giochi non sono ancora completamente conclusi, e questo è vero soprattutto per la Juventus che è ancora in piena febbre Champions, si possono già cominciare a trarre le prime conclusioni. 
Per fare il punto della situazione a poche giornate dalla fine del campionato, Epoch Times ha intervistato Antonio Felici, giornalista, saggista e scrittore italiano, che dal 1994 lavora per il France Football, il periodico francese che ha inventato il Pallone d'Oro.
 

A otto giornate dalla fine del campionato, considerando le distanze di punti tra le prime quattro squadre, la loro situazione e il loro calendario, possiamo ancora aspettarci delle sorprese secondo lei, o la classifica rimarrà così come è ora (Juve prima, Roma seconda, Napoli terza e Lazio quarta)?

Non sarà facile ma con otto partite ancora da disputare e 24 punti a disposizione possono ancora accadere diverse cose. Tra le meno probabili c'è un eventuale crollo della Juventus con conseguente perdita dello scudetto. Nelle due trasferte di Napoli in campionato e Coppa Italia la squadra ha confermato la propria solidità, dimostrando di non vergognarsi di fare una gara prettamente difensiva se la situazione lo richiede. Oltre tutto Allegri dà l'idea di poter gestire adeguatamente il tour-over imposto dalla Champions League. Insomma, credo che la squadra possa gestire senza troppi scossoni gli impegni che restano da qui a fine campionato. Nel frattempo la Roma, per approfittare di eventuali passi falsi bianconeri dovrebbe vincere sempre, il che mi pare tutt'altro che scontato. Darei anche per certo il fatto che la lotta per il secondo posto è ormai limitata alla stessa Roma e al Napoli. I giallorossi sono nettamente favoriti ma bisognerà vedere come reagiranno ai fallimenti di coppa e alla prospettiva, ormai quasi inevitabile, dell'addio di Spalletti. Se avranno qualche cedimento credo che il Napoli potrà approfittarne perché la squadra sembra in forma e gioca un ottimo calcio. Il calendario, però, mi sembra favorevole alla Roma che dovrebbe riuscire a centrare l'obiettivo. Infine, mi sembra difficile che la Lazio possa aggredire il terzo posto. Anzi, nonostante l'entusiasmo per il raggiungimento della finale di Coppa Italia, farebbe bene a guardarsi dall'Atalanta che insegue ad appena due punti.

Come giudica il campionato dell'Atalanta? Qual è secondo lei il punto di forza di questa squadra quest'anno?

Il campionato dell'Atalanta è semplicemente eccezionale. Diversi sono i suoi punti di forza. Il più importante è una rosa giovane e di qualità, guidata da un tecnico come Gasperini che ha sempre dimostrato di saper lavorare egregiamente con i giovani, offrendo un calcio dinamico e divertente. I bergamaschi vivono una di quelle stagioni fortunate in cui fioriscono contemporaneamente più talenti, il che scatena un entusiasmo che porta a raggiungere risultati non pronosticabili. Non è facile, per dire, veder esplodere nella stessa stagione talenti come Kessie e Conti, tanto per fare solo due nomi. Altro segreto dell'Atalanta è la spensieratezza. Il suo obiettivo classico è la salvezza, quindi ogni traguardo superiore è tanto di guadagnato. Gioca, pertanto, senza alcun tipo di pressione. Queste sono le condizioni psicologiche per andare oltre i propri limiti tecnici e di esperienza.

Inter e Milan possono ambire ancora a un posto in Europa League? Cosa manca alle milanesi per poter ritornare nei posti più alti della classifica?

La situazione delle due milanesi è differente. L'Inter può ancora ambire a un posto in Europa League ma questo mi sembra l'aspetto meno interessante. A fine stagione la classifica non sarà straordinaria soprattutto a causa dell'inizio difficile e dell'equivoco De Boer. In realtà i nerazzurri devono lavorare soprattutto in prospettiva, guardando al prossimo campionato. La società si va consolidando ed ha notevolissime possibilità economiche. Sul piano tecnico la squadra possiede punte di assoluta eccellenza, come Icardi. Ma i giocatori buoni se non ottimi sono parecchi. Semmai la rosa è troppo disomogenea con parecchi doppioni e zone del campo in cui sarebbe opportuno intervenire. Credo, però, che nel prossimo mercato estivo la società agirà in questa direzione e il prossimo anno l'Inter potrebbe anche immaginare di proporsi come anti-Juve, comunque sia aspirerà al ritorno in Champions League. Il Milan, invece, a mio avviso è indietro. Intanto non credo che riuscirà a centrare la qualificazione in Europa. Ma il problema è un altro. Il passaggio societario non è stato ancora perfezionato e la stessa Inter insegna che prima che una nuova proprietà, sia pure danarosa, possa incidere davvero deve passare un po' di tempo. Credo ci vorranno almeno due anni prima che si possa tornare a parlare di un Milan protagonista.

La Juventus e la Champions League: che partita sarà quella contro il Barcellona? Quante possibilità ha la Juve di passare il turno e quanto può arrivare lontano quest'anno nella massima competizione europea?

La partita col Barcellona rappresenta uno snodo fondamentale. Se per caso la Juventus dovesse superare questo difficilissimo scoglio potrebbe tranquillamente aspirare a raggiungere la finale. I bianconeri non sono favoriti ma non credo che le possibilità di passare il turno siano così scarse. Anzi. Tradizionalmente il Barcellona, per il tipo di gioco che propone e per la sua filosofia di gioco, tende a soffrire molto le squadre che giocano 'all'italiana'. Prima con Conte, ora con Allegri, la Juventus, pur essendo ricchissima di talento, non mostra alcuna difficoltà, in caso di necessità, a impostare una gara di contenimento, difendendosi anche con dieci giocatori dietro la linea della palla. Per poi ripartire con giocate precise e veloci che vanno a innescare due fuoriclasse assoluti come Higuain e Dybala. Certo, quando si ha la fortuna di avere un trio d'attacco come Neymar, Suarez e Messi, qualunque ostacolo è superabile. Ma se il Barcellona vorrà passare il turno dovrà presentarsi in campo al meglio delle sue possibilità, altrimenti rischia il flop. Non potrà permettersi, tanto per essere chiari, una gara di andata come quella di Parigi con il Psg. Perché stavolta al ritorno troverebbe un avversario di ben altra pasta.

La squadra di Serie A che a fine campionato potrebbe avere più rimpianti? E perché?

Senza dubbio la Roma. Il Napoli, anche se dovesse finire al terzo posto, avrebbe sempre l'attenuante di aver dovuto fronteggiare la partenza di un fuoriclasse come Higuain, un uomo insostituibile. La Roma, invece, tanto per cominciare ha deluso molto nelle sue apparizioni nelle varie coppe. In campionato sin qui ha fatto bene ma con un po' più di attenzione e con una rosa più lunga avrebbe potuto evitare alcuni passi falsi (Empoli e Sampdoria sono solo due esempi) che oggi potrebbero vederla addirittura appaiata alla Juventus. I giallorossi stanno per veder sfumare definitivamente un'occasione storica. Quella cioè di aver potuto fronteggiare, in questi ultimi anni, la concorrenza di un solo avversario, la Juventus appunto. Un avversario fortissimo ma pur sempre unico. In questo contesto storico la società, anno dopo anno, avrebbe dovuto fare il massimo sforzo sul mercato per dotarsi di una rosa all'altezza della Juventus, evitando di cedere i suoi pezzi pregiati e provando a sferrare l'attacco. Invece, con la politica dell'autofinanziamento e delle plusvalenze ha praticamente smontato e rimontato la squadra ogni stagione, col risultato che la Roma è stata sì la maggiore antagonista dei campioni d'Italia ma non li ha mai davvero impensieriti. Nello scorso mercato estivo la squadra si è complessivamente indebolita, un giocatore forte come Pjanic è stato ceduto proprio alla Juve e Spalletti si è ritrovato una rosa con troppi vuoti, soprattutto a centrocampo. In prospettiva, con Inter e Milan che torneranno competitive, vincere lo scudetto per la Roma sarà sempre più difficile. 





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