Caduta dei capelli, ecco come azionare i muscoli della ricrescita


Ehm...se questa è la vostra situazione, allora leggete l'articolo. Forse in 6-8 mesi potrete avere qualche risultato, con un metodo a costo 0. (Shutterstock)



«L'unica cosa che arresta la caduta dei capelli è il pavimento», è la celebre battuta di Maurizio Costanzo sulla calvizie. Potrebbe dissentire con lui però Jacopo Fo, che ha visto ricrescere i suoi capelli grazie alla tecnica del 'movimento rallentato'. Stesso discorso vale per l'americano inventore dello scalp exercise, Tom Hagerty: questi metodi fanno affidamento sulle straordinarie capacità di auto-guarigione del corpo umano, evitando così di ricorrere a interventi esterni e costosi come l'autotrapianto per combattere l'alopecia.

La calvizie è un fenomeno sempre esistito e piuttosto diffuso che oggi riguarda 11 milioni di italiani, anche se è in aumento soprattutto tra i giovani: secondo una ricerca dell'Ihrf condotta a livello nazionale, 1 adolescente su 5, sia maschio che femmina, soffre di calvizie precoce e, in una società come quella odierna che enfatizza molto l'apparenza, perdere i capelli potrebbe portare ─ perlomeno nei soggetti più sensibili ─ a delle ripercussioni psicologiche.

Le cause sottostanti comunemente indicate sono svariate, dalle carenze alimentari allo stress, dai problemi metabolici alla predisposizione genetica. Tuttavia con i due metodi sopracitati può valere la classica logica del «provare non costa nulla» – come sottolinea Jacopo Fo riferendosi al movimento rallentato – dato che non hanno costi e neppure effetti collaterali.

LO 'SCALP EXERCISE'

Tom Hagerty, ex body builder ad oggi 83enne, si è accorto che stava perdendo i capelli quando aveva 19 anni; proprio durante quegli anni della sua giovinezza il lavoro sul corpo l'ha portato a porre l'attenzione anche ai muscoli della testa.

Lo scalp exercise è in breve un movimento composto da contrazioni e allungamenti alternati dei muscoli antagonisti che muovono lo scalpo: gli occipitali, posti dietro la nuca, e i frontali, sulla nostra fronte. Contraendo i frontali lo scalpo scivola in avanti e gli occipitali lo accompagnano distendendosi; mentre contraendo gli occipitali, lo scalpo si muove all'indietro facendo distendere la fronte. All'inizio ci vorrà un po' di tempo per guadagnare il controllo dei muscoli occipitali posti dietro la nuca. L'importante come ricorda Hagerty, è cercare di isolare i muscoli che vogliamo allenare (gli occipitali) e non irrigidire il resto del corpo o i muscoli collegati del collo e spalle, anche se all'inizio, quando si impara, è normale che anche quest'ultimi possano venire coinvolti.

Hagerty ha pensato che se avesse provato a fare questo esercizio per dieci minuti una o due volte al giorno i suoi capelli ne avrebbero potuto giovare e così è stato.

Hagerty non si sbilancia troppo sulle possibili spiegazioni dietro il successo di questo esercizio nella ricrescita dei capelli ‒ constatabile da lui stesso in prima persona e dalle foto degli utenti che seguono entusiasticamente il forum sul suo sito web ‒ ma afferma tramite mail: «Molte persone che seguono il mio sito web si concentrano su una cosa sola: che lo scalp exercise stimola il maggiore afflusso di sangue nella zona in cui risiedono i follicoli piliferi. Naturalmente è più facile concentrarsi su una cosa sola. Ma ci sono in realtà molte ragioni per cui questo esercizio arresta la caduta dei capelli e produce anche ricrescita di nuovi capelli terminali (capelli spessi e pigmentati)».

L'ex body builder fa notare ad esempio che le nuove ricerche del dottore giapponese Rei Ogawa focalizzano l'attenzione su un altro fattore ovvero le forze meccaniche in gioco, che contribuirebbero alla salute dei capelli. Il dott. Rei Ogawa, secondo quanto riporta Hagerty sul suo sito web, sostiene che i processi biologici a livello cellulare sono influenzati dalle forze meccaniche. Lo scalp exercise quindi, tramite lo stretching dei muscoli, influenzerebbe a livello microscopico i processi chimici naturali coinvolti nella crescita dei capelli.

Hagerty riferisce di fare l'esercizio ancora oggi quasi tutti i giorni 10 minuti al giorno, e come lui invita a vedere, dai suoi video postati su youtube ‒ tramite i quali mostra esercizi ma solo di ginnastica facciale ‒ i suoi capelli sono ancora in buono stato. Sul sito riporta che si dovrebbero vedere dei risultati in 6-8 mesi o più.

Hagerty spiega in maniera dettagliata l'esercizio ‒ che comunque appare semplice perché è il movimento naturale dato dal lavoro dei muscoli antagonisti della testa ‒ sui suoi due siti web http://www.hairloss-reversible.com/my_approach.htm e http://www.shapeyourface.com/exercise_five.htm ed è disponibile a spiegare meglio come eseguire il movimento sul suo forum di supporto. Se si vuole però osservare con accuratezza il movimento dello scalp exercise si deve acquistare il suo dvd sempre dal suo sito web. In Italia diversi utenti di questo forum seguono le tecniche di Hagerty e Jacopo Fo ed altre ancora: http://www.ieson.com/forum.asp?FORUM_ID=60

IL MOVIMENTO RALLENTATO

Un approccio più 'soft' ma che ha al contempo obbiettivi simili al precedente viene proposto in Italia da Jacopo Fo sul suo sito cinicaverde.it. Il metodo è ispirato ai movimenti lenti del Tai Chi. Il principio è sempre quello di risolvere le contratture muscolari nella zona per aumentare la circolazione sanguigna, spiega il figlio del premio Nobel per la Letteratura a Epoch Times: «Se io cerco di muovere il più lentamente possibile il cuoio capelluto, mettiamo a una velocità di 2 cm al minuto, sono costretto, per riuscire a farlo, a rilassare tutti i muscoli della zona e rilassando i muscoli il sangue scorre meglio nei capillari, vengono irrorate le cellule e quindi i tessuti».

Ci si può concentrare sul muovere le orecchie usando i muscoli auricolari (poiché di conseguenza si muove anche lo scalpo), poi muovere anche fronte, sopracciglia, fino ad arrivare a coinvolgere i muscoli che fanno muovere lo scalpo, frontali e occipitali. Sarà necessario un periodo di tempo per guadagnare il controllo di questi muscoli, ma con un po' di pazienza ci si riesce, l'importante è muovere lentamente come sottolinea Jacopo. 

Se il movimento riesce, precisa Jacopo, possiamo avvertire che la zona si scalda o formicola e questo è segno che sta aumentando la circolazione sanguigna. Come lui stesso spiega, aveva un diradamento localizzato «a chiazze» , e secondo lui questo metodo funziona per lo meno con quel tipo di calvizie la cui causa è legata al cattivo ricircolo del sangue.

Dato che muoversi così lentamente potrebbe risultare difficile per alcuni, Fo tiene a precisare che all'inizio può sembrare che ci si muova scatti, ma bisogna continuare a mantenere il movimento rilassato il più che si può; anche solo immaginandolo si può ottenere lo stesso effetto.

Per chi proprio non riesce, si consiglia un approccio più facile: «In alternativa si può provare una contrazione di 3 secondi della muscolatura e un rilassamento di 10 secondi e questa cosa comunque porta allo stesso risultato cioè il rilassamento della muscolatura e la migliore circolazione del sangue».

Ma che ne pensano i medici? Tra scetticismo e non, sembra che la cosa come minimo non faccia male. Tra i medici che vedono di buon occhio la ginnastica c’è Luciano Pecchiai, libero docente di Anatomia patologica, che la consiglia insieme ai giusti shampoo e lozioni.

Riguardo alla predisposizione genetica, Fo fa notare come oramai sono anni che la branca dell'epigenetica dimostra che dei cambiamenti sostanziali nell'alimentazione, nello stile di vita e nella gestione delle emozioni possano influire positivamente o negativamente su un'eventuale predisposizione genetica; varrà anche per i capelli? Non resta che provare.

Vedi anche: Calvizie? I capelli ricrescono 'guardando il cielo'

Foto dell'articolo concessa da Shutterstock

 





Top