Dea Atalanta, tra sogno e realtà


(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)



Sui social si scherza: l'Atalanta è la vera anti Juve. Ma a giudicare da quello che sta facendo la squadra di Gian Piero Gasperini in questo girone d'andata, non sembrerebbe poi un'affermazione così sconsiderata.

Sicuramente nelle ultime otto gare è stato davvero così; i bergamaschi hanno infatti collezionato ben 7 vittorie e un pareggio, e di questi successi tre sono arrivati nientemeno che contro tre big: la Roma, l'Inter e il Napoli, rimaste come ipnotizzate dalla velocità della Dea atalantina e successivamente letteralmente inghiottite dalle ganasce dell'orsa che l'ha allevata: lo stadio Atleti Azzurri d'Italia e il suo pubblico caloroso.

Poco meno di un mese è servito a Gasperini per dare identità a una squadra abituata a militare nelle zone medio basse della classifica, e poi ecco che è accaduto l'imprevedibile: 25 punti alla 13esima giornata, con un punto in meno della Roma seconda.

Il ct piemontese sorride e si gode questo «momento magico», come l'ha lui stesso definito ai microfoni di Atalanta Bergamasca Calcio dopo la partita con la Roma. L'Atalanta sembra avere però, a questo punto della stagione e per quel che ha fatto vedere finora, qualcosa in più della classica 'squadra rivelazione' del campionato, che solitamente riesce a fine anno a piazzarsi nella zona medio alta della classifica. E i tifosi atalantini sembrano avere questa stessa sensazione, confermando di trovarsi in una dimensione onirica.

«Largo ai sogni senza paura, cavalchiamo questa avventura»; così recitava uno striscione apposto allo stadio di Bergamo contro la Roma. E se a qualcuno può sembrare un entusiasmo esagerato, basterebbe ricordare che dall'Inghilterra d'altronde, lo scorso anno Ranieri ha dimostrato con il Leicester che i sogni si possono realizzare. Basta un po' di sacrificio, e soprattutto crederci fino in fondo. Un po' di sano entusiasmo è quindi giustificato e soprattutto necessario per arrivare dove nessuno potrebbe mai immaginare.

Quello che sorprende di più di questa squadra è l'atteggiamento, che non è il classico delle squadre di bassa classifica che lasciano la partita in mano agli avversari chiudendosi in difesa e che poi cercano di ripartire in contropiede: l'Atalanta è una squadra consapevole dei propri mezzi tecnici e quindi per questo capace di osare; ha spirito di iniziativa e sa fare bene la fase di costruzione, ma soprattutto riesce a imporre il suo gioco con il palleggio ragionato, reso possibile grazie a dei giovanissimi di talento dalla inesauribile energia.

La squadra si muove continuamente e il continuo movimento senza palla dei giocatori apre gli spazi che permettono di continuare la manovra offensiva. Anche la fase difensiva è impeccabile e il pressing alto impedisce anche alle big di impostare il loro gioco. Sicuramente è presto per tirare conclusioni, ma visti i presupposti sembra una squadra che può andare lontano e senza dubbio attualmente è la squadra più in forma del campionato, con una differenza reti migliore di quella del Milan che si trova in terza posizione a un punto di vantaggio assieme alla Roma.

Sul fatto che l'Atalanta possa essere davvero l'anti Juve, in questo campionato,  ̶  dove tutte le squadre, tranne la Juve, faticano a emergere e a trovare la costanza  ̶  lasciamo rispondere il tempo e i risultati. Tuttavia, l'Atalanta è sicuramente la prova del fatto che per costruire una squadra vincente e competitiva probabilmente non serve avere dei proprietari milionari che acquistano giocatori stravalutati in giro per il mondo   ̶  e lo scarso rendimento dell'Inter fino a questo momento ne è un'ulteriore conferma   ̶  ma basterebbe puntare sui nostri vivai e sulle capacità tecnico tattiche dei nostri allenatori italiani, che di calcio ne sanno eccome. 

Luciano Spalletti, nella sua analisi della partita a Mediaset, pur riconoscendo i meriti dell'Atalanta, ha insistito più sui demeriti della sua squadra, e lo stesso aveva fatto Maurizio Sarri dopo la sconfitta per 1 a 0 contro i bergamaschi. Può darsi anche che sia così, ma alla fine quello che conta sono i fatti, e cioè che l'Atalanta sta viaggiando a un ritmo straordinario. La prova del nove, tra due settimane il 3 dicembre contro la Juventus, in quello che molti definiscono lo 'scontro diretto', sempre però, scherzosamente.

 

 





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